Saturday, March 29, 2014

un concetto complesso: queueing...

Queueing non è un pugno di lettere buttate a caso, come quelle che potrebbero uscire dal quadrato del "paroliere", o "Ruzzle"... ma è una parola inglese, con un significato ben preciso!
Per chi non lo sapesse, queueing significa "fare la coda". Ve l'avevo detto che trattavasi di un concetto complesso, e ignoto ai più, almeno nel Belpaese!
Innanzitutto, avete notato? in inglese basta una parola, in italiano lo dobbiamo tradurre con una locuzione di ben tre parole! Basta solo questo per capire che per gli anglosassoni, americani in testa, fare la coda è una cosa così normale e quotidiana che hanno creato una parola specifica; per noi è un concetto talmente arcano che dobbiamo fare un giro di parole per definirlo.
Gli americani, maestri di semplificazione, dicono anche "line", perché queue forse è lungo e complicato, ma il concetto non cambia...

Comunque, che fare la linea sia ben inserito nel loro DNA è palese! fanno code ovunque:
- la mattina quando arrivo in ufficio, anche se sono solo in 4 nell'atrio ad aspettare l'ascensore che ha una capienza di 15 persone, aspettano in fila;
- un locale non è cool se non devi fare la fila per entrare
- per entrare e uscire dalla metro, fai la fila, anche se ci sono altri tornelli liberi, ci si mette in fila, dietro a qualcun'altro...

- entri al ristorante? ti metti in fila per chiedere all'host (simpatico omino con l'unico compito nel locale di assegnarti tavolo e cameriere) un tavolo.
Non si tratta di aspettare il proprio turno, e basta, è proprio questione che si mettono in fila, uno dietro l'altro!!! anche se si è solo in 3!! Non scherzo, e non esagero.

"are you queueing?" oppure "are you in line?" sono delle domande che vi martelleranno, anche nei momenti più inaspettati, e a cui io mi son trovato a rispondere semplicemente con una faccia da pesce lesso e un sorriso da ebete che esprimeva: "siamo io, te e quello là alla cassa! Se vuoi chiamarla coda, fai pure, per me stiamo aspettando il nostro turno!"
Insomma, negli USA fai fila per qualunque cosa! Ormai dopo 8 mesi, mi è entrato talmente nella testa, che faccio la fila pure io.

Quindi fare la fila non è così difficile! è solo una questione di abitudine e cultura... buona abitudine culturale che forse dovremmo importare, almeno questa...

Monday, March 24, 2014

il "restroom"

Francamente ho studiato (british) english per anni prima di venire negli States, e la parola restroom non l'avevo mai sentita, ne tanto meno utilizzata... ma me ne sono impadronito in pochissimi giorni! Ed in effetti è di vitale importanza se, come me, sei un assiduo frequentatore dei locali pubblici, ristoranti, bar, pub, musei e quant'altro, e quinti ad un certo punti necessiti di "una pausa di riflessione"!

Inanzi tutto capiamo cos'è: il restroom è il bagno pubblico! E il bathroom? il termine bathroom vale solo per il bagno di casa, dove hai la doccia o la vasca e quindi ti fai il bagno; in fondo lo dice la parola stessa bath+room = stanza dove ti fai il bagno. E rest-room?  stanza dove ti riposi (to rest= riposare)?  stanza dove ti appoggi (to rest= appoggiarsi)? effettivamente si, nel rest room ti appoggi e non solo, e qualcuno ci si addormenta pure...
Quindi lo ribadisco ad appannaggio dei duri di comprendonio: il restroom è il bagno del luogo pubblico! non chiedete del bathroom, perché nel migliore dei casi ti diranno che è a casa, altrimenti ti guarderanno un po' spaesati, magari turlupinandoti allegramente!

Adesso che la nebbia davanti ai vostri occhi si dirada, potreste esser pronti a fruire del bagno pubblico americano, ma è necessario che vi renda edotti su un paio di particolarità, giusto per togliervi dall'imbarazzo (e paranoie) che un primo utilizzo, se non siete forti di spirito, potrebbe causare in voi.
Sono due le stranezze che dovete sapere.

La prima, che ovviamente notai sin dal primo utilizzo, è questa, presente soprattutto là dove si servono cibi o bevande:

come avete capito, degli utilissimi cartelli, che suggeriscono (e spiegano...) ai lavoratori di (e come) lavarsi le mani prima di lasciare il bagno! Mi sono subito passate per la testa due fondamentali domande, che penso stiano già frullando anche per la vostra italica mente:
1) c'è bisogno di ricordarlo? non è normale lavarsi le mani quando si esce dal bagno?
2) le persone normali (i clienti) che fanno? non se le lavano perché non gli è richiesto di farlo?

Seconda cosa che noti, e noterete - e che vi lascerebbe alquanto interdetti, per cui è meglio essere informati - in un restroom, specialmente nei luoghi pubblici dove si suppone molta gente possa andare al bagno contemporaneamente, quali musei, uffici e così via, ovvero dove noi hai una sola piccola stanzetta... sono le pareti che separato un water dall'altro. In Italia ognuno ha la la sua intimità, protetta da solidi pareti di mattoni (o cartongesso) che arrivano fino al suolo e si stagliano per svariati centimetri sopra la testa dell'utilizzatore: la privacy è tutelata!
Invece negli US:


Le pareti, un sottile strato di legno (o qualcosa che "pretend to be wood"), non raggiungano il suolo ne tanto meno superano di molto la tua testa... insomma vedrai sempre i piedi e i pantaloni abbassati dei tuoi compagni di seduta e come se non bastasse se sei particolarmente alto, senza neanche ambire a gargantuesche fattezze, puoi anche dare una sbirciatina (spero involontaria) all'occupante del regio scranno affianco al tuo! per i rumori, non c'è scampo... gli odori non ne parliamo...

Insomma... "chi non caga in compagnia, o è un ladro o una spia!"

Friday, March 21, 2014

L'odonomastica... quando il nome "conta"!

L'odonomastica, è quella che volgarmente (e forse erroneamente) è chiamata toponomastca stradale e che per chi come me, prima di cercarlo su internet non aveva mai sentito tale parola, è la disciplina che studia ed analizza i nomi delle strade, vie e piazze di una città, paese, abitato di sorta.... (cfr wikipedia se non credi).

Fatta questa premessa,  specificato che io sono romano de' Roma, posso solo dire che a Roma e in tutta Italia abbiamo sempre fatto il possibile per rendere il tutto complicato. Sono cresciuto in un quartiere (o meglio in un pugno di isolati) dove le vie avevano nomi di personaggi dell'antica roma, in particolare dell'età monarchica (Muzio Scevola, Lucio Manlio Vulsone, Coriolano, Tarquinio Prisco)... poi appena 3 isolati più in là ecco i personaggi dell'Eneide (Enea, Rea Silvia, Eurialo, Niso...). Tutto sembrerebbe avere un senso, ogni zona un tema diverso, ma... ma se ti sposti in tutt'altra zona dell'urbe ecco che di nuovo si presentano nomi dell'antica Roma  e così via! Quindi se vuoi capire una via dove si trova una via, o lo sai... o controlli il "tuttocittà" (lo stradario)!
Ho sempre stimato i tassinari, e quelle persone (compreso il mio caro amico "Bedda") che sapevano tutte le vie a memoria!

Beh, in America si sa, amano le cose semplice, e per quanto riguarda l'odonomastica non posso che apprezzarli! In molte grandi città (Washington e New York su tutte) seguono un sistema semplicissimo basato su un sistema simile a quello degli assi cartesiani dove a partire da due strade principali (una Nord-Sud e l'altra Est-Ovest) si partono a numerare le altre... ricorda qualcosa? Cardo e Decumano? quello che facevano gli antichi romani e che puntualmente noi abbiamo dimenticato!!!


Beh a DC trovare un indirizzo è semplicissimo. Se ti dicono raggiungi "3122  M Street NW" di primo  acchito potresti rimanere un po' interdetto, ma sappi che:
1) le strade che vanno da est a ovest sono nominate con le lettere dell'alfabeto a partire da un ipotetico asse passante per il Campidoglio (e il National Mall) e spostandosi verso sud e verso nord si hanno le due C Street, ..., F Street, M Street... una a nord, una a sud.
2) le Street che corrono in direzione nord-sud, sono semplicemente chiamate con un numero ordinale crescente allontanandosi dall'asse zero la Capitol Street, North & South, che ovviamente passa per... Il Campidoglio (Capitol in inglese... che ovviamente, come un ben più noto Campidoglio, è su un colle (secondo me artificiale... vi farò sapere) e quindi abbiamo 1st Street ad est e ad ovest, e così via... (NdR quelle piccole che si inframmezzano hanno nomi strni, ma non le badare tanto... e sappi che esiste alche "Half Street" e non è una mezza via, ma è quella a metà fra la prima e Capitol Street!)
3) A questo punto è facile capire come la città sia divisa in 4 quadranti, NW, NE, SE, SW, e per distinguere ciascuna dei 4 possibili tratti di strada si postpone al nme della stessa l'indicazione del quadrante. Se cerchi M Street NW, sai subito dove devi andare!
4) i numeri civici: fra la "3rd Street" e la "4th Street" i numeri civici sono della serie 300, fra la "4th" e la "5th" sono della serie 400... e così via...
Tornando a noi, cerchi il 3122 di M Street NW?a a questo punto puoi vedere come sia  facilissimo trovarlo. Vai nella zona Nord Ovest della città, la  M è la 16 strada  a partire  dall'asse centrale e comunque fra N e O, verso nord, e ti porti fra la "31st" e la "32nd" il tuo è indirizzo è là! Mica come a Roma che se cerchi il numero 117 di Via Scribonio Curione, o conosci lo stradario a memoria, o usi il GPS!!!! Altrimenti... sei spacciato! Sicuramente se chiedi indicazioni a qualcuno, o becchi uno straniero o becchi uno che te le da sbagliate a posta! Almeno a DC puoi arrangiarti!
Comunque a farla un po' più complicata c'ha pensato L'Enfant (il progetista che su ordine di G. Washington disegno la mappa cittadina). Il caro francioso pensò bene di fare una variazione sul tema ornando la città con le Avenue, 'ste larghe stradone che vanno in diagonale e portano i nomi degli Stati!

Buon divertimento! e tranquilli perdersi è quasi impossibile... Anche se a me, molte volte è capitato che il tassinaro di turno mi chiedesse dove si trovava la strada e se come ci si arrivava... bah!!!

Mi ripeto, che eroi i Tassinari a Roma, non a caso Albertone gli ha dedicato pure un film!


Monday, March 17, 2014

The bathroom, ovvero il bagno

Il bagno è una delle stanze di casa che noi tutti usiamo di più, o meglio quando ci entriamo, sia che siamo maschietti o femminucce, si sa quando entriamo, ma non si sa quando usciamo... vuoi per un motivo, vuoi per un'altro (a buon intenditore, poche parole ;) ).

Un bagno generico medio, in una casa italiana presenta questo assetto: lavandino, water, bidè, doccia o vasca (io nella mia vecchia casetta le avevo entrambe...), nonché vari mobili per contenere tutto ciò che deve stare in un bagno o che nel bagno ti serve. Ma quanto sopra, è valido, come detto, solo per i bagni di noi Italiani.
E' rinomato, tutti in Italia lo sanno: all'estero, pure in Francia, NON esiste il bidè... solo noi italiani (e dire che alle volte ci considerano sporchi) usiamo il bidè, per... quando... (capito vero?)

Nella mia se pur non lunghissima vita ho girato per quasi tutta l'Europa e un po' di altri stati, negli cinque (o sette?) continenti, così arrivato nella "Capital" non mi sono scandalizzato di non aver trovato questo utile, prezioso, amato "sanitario", il bidè, che in fondo, come detto... è noto, solo noi Italiani usiamo!

Quindi nessuno shock per il bidè mancante, che però avrei tanto desiderato! Il vero shock è stata la doccia, o meglio la vasca con doccia. La cosa sorprendente è stata la manopola per regolare l'acqua. In Italia, normalmente si ha una manopola che girata a dx o sx regola la temperatura, alzata o abbassata regola la quantità del flusso dell'acqua, il così detto "miscelatore". Semplice no?
In America: NO. Per gli Americani: NO!!! La leva gira solo da 0 a 270° e tutto ciò regola solo la temperatura. Il flusso è sempre allo stesso livello... alto o basso secondo il settaggio dell'idraulico (e di solito si tratta di proiettili liquidi)... eppure per il lavandino si segue lo standard italiano e mondiale del miscelatore... come cavolo è che negli USA che sono tanto avanti, non riescono a seguire lo standard mondiale?

Nulla di drammatico lo so... tranne al primo uso (e quando 33 anni di abitudine prendono il sopravvento)... che mi è costato una inaspettata pioggia di dardi d'acqua al limite dello stato solido che mi hanno tolto il fiato e fatto rimpiangere di aver voluto fare una doccia dopo 16 ore di viaggio... ma 'sti Americani so' decisamente diversi!!!

P.S.: sia ben chiaro, bathroom vale solo a casa! In ogni altro posto è restroom, in aereo e treno potrete trovare il lavatory

Saturday, March 15, 2014

La prima impressione...

Ricorderò sempre il mio primo vero approccio con gli USA.
Ero sbarcato all'aeroporto internazionale di Washington (Dulles) da poche ore, e dopo esser stato scarrozzato da là fino al mio albergo, da un collega, decisi di fare 4 passi per la zona...

Il mio albergo era in Crystal City, dinamica aera di Arlington County, nota per i suoi palazzi sede di numerose mega-ditte uffici governativi.
Era una domenica pomeriggio, domenica 21 luglio, ore 17.30 circa... dopo essermi consultato con il concierge del mio albergo (nulla a che vedere con Michael J Fox...) mi reco al Pentagon Mall, super mega centro commerciale a 10 minuti di passeggiata dall'albergo.
Pentagon Mall: l'Orio Center o l'Euroma 2 sono botteghe di paese a confronto... Apple Store, Sony Store, Microsoft Store, Hogo Boss, A&F, Armani, Guess e tanti altri...

Comunque, nel caldo umido del luglio washingtoniano mi incammino verso il mall. Dopo pochi passi mi si prospetta un dubbio amletico... la strada era deserta, nessun pedone, nessuna auto, niente di niente all'orizzonte, MA il semaforo pedonale è rosso! Che fare? Passare o non passare? Fare la persona civile, o farsi immediatamente riconoscere quale "italiano de Roma"?
Vince la civiltà, vince la voglia di dimostrare che noi italiani seguiamo e rispettiamo le regole, così, per fare poche centinaia di metri ci metto circa mezz'ora poiché tutti gli incroci da passare sono  a) a richiesta per il pedone b) attraversano grandi strade per cui il rosso dura un'infinità!

Alla fine ci sono... il Mall mi si para davanti. Un ultimo grande ostacolo: attraversare la Hayes Street, strada a doppia carreggiata, 3 corsie per senso di marcia, grande isola pedonale nel mezzo... con tanto di cantiere stradale. Mi avvicino mestamente all'incrocio e al suo semaforo, che ovviamente si fa rosso, per me, non appena io sono a 3 metri da lui. Io sempre convinto della mia idea di fare la persona civile decido di aspettare... alzo lo sguardo, osservo l'altro lato della strada, il tanto agonizzato mall, con la sua aria condizionata, isola felice nella bollente giungla di asfalto e cemento che è Arlington... e cosa vedo?
Semaforo Rosso... e una torma di americani (stile Shibuya) che incuranti del rosso, attraversano la strada!
In fondo non c'è una macchina neanche a pagarla oro...

TUTTO IL MONDO E' PAESE! E poi parlano male di noi italiani che non rispettiamo i semafori!!!

Anche sti americani attraversano le strade col semaforo rosso!
E io mi sono sentito un po' più a casa!