Wednesday, May 21, 2014

ah che bel caffe'...

**** ITALIAN VERSION ****

Pensavo fosse facile scrivere un post sull'argomento... e che bastasse poco, ma non e' cosi'!
Appena ho iniziato a raccogliere le idee una intricatissima mappa mentale si e' formata nella mia mente (grazie "Ciglione")...
Quindi ora che mi sono reso conto della titanica impresa che mi aspetta, per descrivere le infinite differenze sul caffe' e su come lo si beve sulle due sponde dell'Atlantico, mi limito ad una prima, breve ma fondamentale considerazione...


In Italia il caffe' e' un evento, un piacere, un momento da condividere...





Negli SUdA il caffe' e' una bevanda come tante altre... come il the, da bere caldo per riscaldarsi e ritemprarsi... da bere da solo, mentre cammini, mentre lavori...



tutto il resto... e' un'altro post!

**** ENGLISH VERSION ****

I thought  it was easy to write a post on this topic... and that i would have been able to do this in a very short time, but that was not true!
As I started to write and gather all my idea, a really tangled mind map moulded itself in my mind (thanks "Mr Eyebrows")... 
Therefore, now that I've realized that this post about coffee, and how to drink and how peoples prepare it on both side of the Atlantic Ocean,  is a really titanic adventure, I'm going to limit myself to give you a very simple, fundamental statement...
 
In Italy, drinking coffee is an happening, an happy moment, a moment to share with other people...


 


In the USA, the coffee is a beverage like many others, like tea, and you drink it hot, to warm and restore yourself... when you are walking, when you are alone, when you are working...



everything else is another post...

Tuesday, May 20, 2014

(non) siamo tutti uguali...

Qualche giorno fa mi trovavo su un taxi... e il tassinaro (che poi ho scoperto essere di origine etiope), allor quando ha saputo che ero italiano ha iniziato a parlare con me di calcio... e in un men che non si dica e' arrivato a dirmi che in Italia siamo razzisti perche' negli stadi insultano Balotelli! Mentre in America il razzismo non esiste piu'...


Oddio, e' vero... un po' razzisti in italia ancora lo si, e le vicende sportive insegnano, come docet anche l'atavico odio tra nord e sud e cosi' via... ma su questo non voglio star a parlare... quello che piu' mi ha colpito e' stata l'affermazione: "negli Stati Uniti non c'e' razzismo!"...
ah ah... ma-da-vero?che-se-nun-me-lo-dicevi-te-non-lo-capivo...

Beh, davanti alla legge americana, e dopo decenni di anni di lotte, marce, proteste, tutti sono uguali... Effettivamente esistono fior fiori di  regolamentazioni, norme e leggi federali che tutelano contro la discriminazione, di ogni sorta (genere, razza, condizione sociale, eta'...)!,  e se ti senti discriminato, basta fare appello alle norme in questione e ti si aprono tutte le porte... in circa 23 millesimi di secondo vedrai che chi tu hai accusato di discriminazione nei tuoi confronti si prostrera' ai tuoi piedi, con la faccia sotto i piedi tuuoi e puoi anche muoverli, per farsi perdonare e salvare il salvabile...

ma, non mi venite a dire che il razzismo non c'e'!

E  non parlo del fatto che tendenzialmente i bianchi se la fanno con i bianchi, gli afro-americani (che ancora non ho capito perche' si dice cosi') se la suonano e se la cantano fra di loro, cosi come gli indiani, i cinesi e cosi' via... queste sono scelte loro,... Italiani fra italiani, greci con greci... e cosi' via...

Il razzismo traspare in un altro aspetto: nella differenziazione del tipo di lavoro a cui puoi ambire o viceversa che preferenzialemnte viene assolto d quel particolare gruppo etnico.

Sei di colore: tassinaro, autista di trasporti pubblici (metro o autobus) o security (polize private, butta fuori e cosi' via...)
sei russo/slavo: buttafuori, rivenditore di alcolici (perche' sono esperti)...
sei messicano: muratore/elettricista, o personale delle pulizie
sei filippino: badante/donna delle pulizie
sei indiano/pakistano: tassinaro
cinese (asiatico in generale): propietario dei negozi "tutto a un dollaro" ristorazione, barbiere, sartoria
sei portoricano: fai il militare
sei italiano: una volta facevano i barbieri.. ora puoi fare di tutto! :) (essere italiano - non italo-americano- fa figo, ma questa e' un'altra storia)

e poi siamo noi i razzisti?
sia ben chiaro, non e' che sei di un particolare gruppo etnico sei predeterminato, perche' e' assolutamente vero che in negli USA chi vale puo' fare di tutto, ma diciamo che se non ti vuoi "sbattere" quanto sopra e' quello che puoi fare, senza problemi.

E poi siamo noi i razzisti?

o questo e' solo classismo... o forse queste sono delle lobby????

Thursday, May 1, 2014

Ok, il prezzo e' giusto!

Non sto parlando del quiz televisivo con l'Iva nazionale (al 22%), che tra l'altro deriva da un format americano, ma ho semplicemente dato voce al mio pensiero allorquando mi trovo a comprare qualcosa...

Per meglio lumeggiare la situazione, vi faccio un esempio... entro in un bar, osservo la tabella dei costi, e vedo che piu' economico di quell'unico pezzo da 1$ che ha in tasca (se avete letto i precedenti post sapete che non uso carta moneta... olet!) c'e' solo una donut (le ciambelle di Homer Simpson), e decido di comprarla... mi avvicino alla cassa, e forte di avere anche 1Cent di resto chied0 "one glazed donut, please"... mi appresto a pagare e... la commessa mi dice "$ 1.09, sir!"
e gia'... le tasse!
e io ci rimango di m&%@a... e inizio a frugare nelle mie tasche per un piccolo dannato decino che non troverò mai.... e allora, mesto, rosso dalla vergogna, devo girare i tacchi e andarteneme lasciando la la ciambellina... D'oh!!

Dopo questo breve spaccato della mia "ipoteica" (solo ipotetica, negherò tutta la vita di aver fatto sta figura di m&%@a) disavventura della mia prima mattina americana, vi spiego il trucco: il prezzo che leggi sulla tabella dei costi (qualora fosi in un bar o un fast food), o che leggi sulla targhetta dell'oggetto che stai per comprare, o che alla fine leggi sul menu', NON e' mai il prezzo giusto!
E non siamo a Piazza San Marco dove c'e' il doppio tariffario, quello per stranieri e quello per autoctoni...

In America, il prezzo mostrato e' al netto delle tassazioni! quindi per fare il prezzo finale deivi aggiungere la locale sale tax. Sottolineo e ripeto...  che come potete intuire varia da stato a stato (in alcuni casi casi anche contea per contea) e anche in funzione dei generi acquistati: vestiti: 6% in Virginia, 5,75% in Maryland; alcolici 10% a DC, 6 % in VA, e cosi' via... alcuni stati applicano le tasse solo ai non residenti nello stato (il Delaware, sono ricchi)!
Sottolineo che la sale tax non e' una tassa sul valore aggiunto come l'italica IVA, ma una tassa che si paga sulla vendita finale del prodotto, a carico dell'ultimo acquirente...

Calcolate le tasse, non e' detto che siamo arrivati al prezzo finale... potrebbero esserci degli sconti! La pratica dei buoni sconto e delle offerte e dei saldi e' molto in voga... sapete, c'è la crisi economica, poi magari ci sono gli sconti per gli anziani, per gli studenti e cosi' via...
Per farvi capire l'altro giorno sono andato a comprare un paio di scarpe da trekking. Prezzo indicato $135.00 che con le tasse della Virginia al 6% sarebbero diventati $143.10, ma...
ho utilizzato un buono sconto di 30$, perché quella domenica costumava cosi', a cui ho aggiunto un ulteriore sconto del 15% legato ai benefit del mio lavoro...
prezzo finale $94.61...


Pensate che l'ultimo giorno di shopping che ho fatto all'outlet sono arrivato a cumulare 4 diversi sconti nel negozio di Calvin Klein... 25% di saldi, piu' 15% benfit, 15$ buono omaggio per aver precedentemente comprato da Tommy Hilfiger e 5$ di ulteriore sconto per aver, seduta stante, mandato un sms al numero verde di CK!!!!

Dopo tutto ciò, pensate di esser finalmente arrivati al prezzo giusto? o meglio a quanto esattamente esce dalle vostre tasche?
No... in molti casi, dovete aggiungere la mancia (ma questa e' un'altra storia): ristoranti (non fast food), locali, taxi... e chi piu' ne ha piu' ne metta...

insomma il prezzo base e' facile da conoscere... arrivare a quello finale e' un po più difficile...
insomma, zitto e paga, anzi "zitto e striscia!!!"

P.S.: se vi chiedete perché i prezzi sono indicati esentasse, ecco la risposta! perché così gli sconti si applicano prima della tassazione, ma soprattutto perché in questo modo, indipendentemente dallo stato, tutti i negozzi, avranno sul cartellino lo stesso prezzo e l'incasso netto del commerciante/esercente/ristoratore sarà lo stesso...