Tuesday, April 15, 2014

ma che lavoro fai?!

Chiedere in maniera cosi' diretta, "che lavoro fai?", ad un americano molte volte e' considerato una cosa scortese... a dire il vero tutte le domande dirette sono considerate scortesi... e allora che parlamm' a' fa'?
dico io, mica gli stai chiedento se ha ucciso qualcuno, o cosa fa nel suo intimo e privato... bah?! comunque e' scortesia! NON LO FATE!
pertanto se volete arrivare allo stesso risultato e non essere scortese, chiedete tipo, di cosa ti occupi, o cosa fai nella vita! o quali sono i tuoi affari...

Superato lo shock con la domanda, passiamo alla risposta in se...

Il fatto e' che negli USA potreste venir stupiti dalla risposta, non tanto perche' fanno due mila lavori o simili (che e' vero, "ma questa e' un'altra storia") ma quanto perche', dopo avervi riempito la testa con una generica descrizione del lavoro alla "Giovanni" (quando descrive in "Tre uomini e una gamba" la loro attivita' di vendita di beni e servizi di meccanica di precisione destinati alla realizazione di prodotti terzi... insomma gestiva il "Paradiso della Brugola"...) ed analizzando accuratamente quanto vi e' stato detto scoprirete che la persona in questione potrebbe compiere uno dei seguenti lavori, di cui nel mondo europeo se ne e' persa (o quasi) la traccia, o non sono nenache mai esistite! Stanno indietro o stanno avanti?

Ovvio, ci sono anche molte professioni normali (la maggioranza), ma queste sono proprio... strane!
- iniziamo con lo "sparecchiatore di tavoli", un cameriere alle prime armi che sparecchia solo e soltanto... non interagisce col cliente, ti guarda come un pesce nell'acquario... lui si avvicni, prende i piatti e se ne va... insomma il pesce spazzino dell'acquario. Essenziale!
- fra i lavori non comuni, ma che in Italia ancora puo' trovare una sua controparte, specialemnte nel sud e' il lucida scarpe , lo shoe shiner, tra l'altro, termine simile al napoletano "sciuscia'"... Vintage!
- uno dei miei preferiti... "host" del ristorante: ti ferma all'ingresso e ti assegna al tavolo, quello che da noi fa un qualunque cameriere, ma qui no, abbiamo una figura altamente professionale (sa chiederti quanti siete, e legge la cartina del locale), che ti smista sui tavoli liberi... il suo fine ultimo non e' quello di farti star comodo ma di equamente ripartire i tavoli fra i camerieri di modo che in potenza possano prendere le stesse mance. Doppiogiochista!
- ed infine il mio preferito in assoluto. Una figura quasi mitologica, che per la sua inutilita' si avvicina allo spaturno che non a caso venne eliminato dopo il Diluvio Universale (cfr "Parola di Giobbe"). Un lavoratore infaticabile, alla base della catena sociale ed alimentare, che offre un lavoro preziosissimo e che richiede una scienza, una tecnica, e una perizia fuori dal comune, l'inventore del Tetris si e' ispirato a costui... mi riferisco al mitico "imbustatore della spesa al supermercato"!!! Si hai capito, non c'e' bisogno che rileggi! in molti supermercati esistono omini (o donnine, perche' non discriminiamo nessuno) che hanno il compito, intanto che tu paghi, di imbustarti la spesa! Mi sono sempre chiesto la loro utilita' (creare posti di lavoro? velocizzare le file?) ma visto che mi portano la busta alla macchina, e non vogliono neanche la mancia ho sempre sorvolato sulla risposta... in fondo mi "semplificano" 1 minuto o 2 della mia vita! Essenziale!!!



Queste sono solo alcune delle oscure e caratteristiche figure che compiono la forza lavoro negli USA...
ma come si dice: "IL LAVORO NOBILITA L' UOMO"... quindi ben venga!


Friday, April 11, 2014

mi porti con te allo stadio? (incubo o sogno?)

Se fossi in Italia, diciamo a Roma, come fui e saro'... e una mia (ipotetica) ragazza, o un mio (ancor piu' ipotetico) figlio, nipote, moglie, insomma, parente qualsivoglia, mi formulasse la domanda posta in oggetto, penso che sarei subito colto da spasmi di terrore, una gocciolina di sudore inizierebbe a solcare la mia fronte ed un'unica risposta potrebbe essere articolata dalle mie labbra. Un lapidario, secco, deciso, perentorio "NO!"

"Mi porti con te allo stadio?- "NO!" - semplice, secco, diretto... potrebbe essere un sogno... viole vedere con me la partuita, ma in realta' sarebbe un incubo!

E  questo perche le immagini di guerriglia urbana, che nulla hanno da inviadiare a "I guerrieri della Notte", o agli storici episodi della bloody sunday nell'Ulster, verrebbero evocate nella mia mente, ma con assai piu' familiare sfondo e vociare. E non parlo della grottesca scena dei film di fantozzi dove i due pullman di tifosi (iatliani e scozzesi) si assaltano come fossero due vascelli pirata. Mi riferisco ad  episodi tristemente noti alla cronaca come quello dell'ispettore Raciti, motorini giu' dal 3' anello di San Siro, Roma dilaniata da una massa di facinorisi... e' questo un posto dove posso portare una ragazza o un bambino?
Amore nel derby Capitolino
Una tranquilla domenica a Genova


Certo dopo qualche secondo penserei anche alle simpatiche nonnette dei "distinti sud" che da 70 anni osannano o berciano contro l'idolo del momento o il capitano della "Maggica"... per cui, la mia risposta potrebbe venir rimodulata in un pi' morbido "vediamo" ma...
Ma...
Ma inizierei a vagliare tutte le possibili varianti, situazioni, condizioni al contorno per individuare, rischi, e controindicazioni ed alla fine le condizioni piu' favorevoli: contro chi si gioca la partita? tifoseria amica o nemica? e' una aprtita a rischio? che biglietti? quanto costano? come arrivo allo stadio? come mangiamo? siamo adeguatamente vestiti da sembrare dei tifosi, ma non esser scambiati per ultra'?... e cosi' via, e comunque alla fine non facilemente potrei esaudire a cuor leggero la tanto nobile domanda che dimostra interesse nella mia passione calcistica, e la voglia di affiancarmi in momenti cruciali della mia vita sportiva (rigorosamente passiva!). Insomma forse non un incubo ma un sogno travagliato...

 
Mi piacerebbe invece sognare qualcosa di diverso... dicamo tipo:
- "Caro, mi porti allo stadio?"
- "Amore (tesoro, nipotino... qualunque-cosa-tu-sia-per-me!), Certo!!! che sport vuoi vedere?"
 
E quindi poter scegliere che sport andare a vedere fra un'ampia selezione, quali Footbal Americano,  Baseball, Basket, Hockey  e calcio (o soccer...)
Quindi scegliere in che giorno dellla ssettimana, e non solo la domenica... poi comprare agilemtne i  biglietti, che sono per tutte le tasche, e senza dover fare la tessera del tifoso, lasciare le impronte digitali o firmare testamento...
Poi continuare a sognare  che un mezzo pubblico ci porta facilmente allo stadio, fuori del quale le famiglie e gli amici, con il barbecue bello caldo e le birre ben ghiacciate, aspettano l'apertura dei cancelli mangiando hamburger e hot dog, vicino al bagagliaio della macchina (il tailgating), la loro...
e che magari ci offrono anche un giro...
"Scontri" fuori uno stadio americano
 e una volta dentro rimanere stupefatto dal turbinio di gente, negozi e punti vendita di cibarie tra cui posso girovagare allegramente, non solo prima, ma anche durante e dopo il game. Comprare panini, tacos, nachos, chili, birra, bevande... acquistare la maglietta o il cappellino della mia squadra del cuore, non importa se sia in casa o in trasferta... praticamente girare in un centro commerciale dello sport  dove oltre che allegre famigliole al completo si aggirano coppiette di innamorati e gruppi di amici, che non solo si godono la partita, ma che spesso indulgono in passeggiate intorno al campo, dedicandosi principalemnte a gozzovigliare e a spendere soldi... in fondo e' una societa' consumistica!

gli "scontri" dentro i cancelli dello stadio...
 
Praticamente la partita la seguirei solo se capita, o se mi andasse veramente di farlo. E nel sogno avrei piacere a stare in compagnia di altre persone, senza dar peso a chi vince o a chi perde, e soprattutto la partita e' quasi un optional! Il vero spettacolo sarebbero le cheerleaders, gli intrattenimenti, la possibilita' di vincere premi... poi verrebbe la partita, poi verrebbe gioire della vittoria, e sfottere chi perde...  andare allo stadio in questo sogno e' una festa per tutti...
 
Adoro fare questi sogni... sogni che rimangono tali, solo perche' nessuna mi chiede di venire allo stadio con me... ma io ci vado lo stesso! e tutto il resto l'ho vissuto, visto e fatto... E soprattuto qui, allo stadio si rinmorchia pure!!! Questo sogno si chiama, andare allo stadio negli States...

P.S: ripeto in caso sia passato inosservato o crediate facesse parte del sogno, in America, allo stadio, puoi comoprare e bere la birra! Non e' mica un'invenzione de "I Simpson"!!!
 

Wednesday, April 9, 2014

... e io striscio!

Non e' che io striscio per terra! Non sono mica un serpente!

Quella che striscio... fino a consumarla, e' la carta di credito. Decine e decine di strisciate mensili! Negli S.U.d'A. si usa la carta di credito (e non il bancomat) molto piu'... anzi, molto, molto piu' che da noi!


Le motivazioni sono semplici quanto efficaci:
1) puoi usare la carta di credito praticamente per tutto, ed ovunque indipendentemente dal valore, senza maggiorazioni o penali! anche per una bibita al distributore automatico! lo so, fa strano, ma lo puoi fare... e io l'ho fatto!
2) usando la carta di credito c'e' un maggior controllo fiscale, che pure da noi, mlae non farebbe!
3) sebbene Vespasiano sostenga che "pecunia non olet" (i soldi non puzzano...), vi assicurano che i dollari puzzano, so' unti e sporchi... fanno proprio schifo! specialemnte i pezzi da uno! per non parlare delle monetine! Sono stato in alcune localita' del globo terraqueo ove l'igiene era proprio messo al bando e non ho esperienzizzato alcun malessere anche mangiando senza lavarmi le manine... ma sti dollari proprio mi fanno schifo  e mi guardo bene da avvicinare le mani al cibo dopo averli maneggiati!
4) la carta di credito occupa poco spazio (entra nella custodia del cellulare)
5) anche le mance si possono dare con la carta di credito, comodo no? niente resti e seccature!
6) con la carta di credito, veramente ti fanno credito e spendi soldi che noi hai! Io ho un plafond che e' pari al doppio del mio stipendio... tanto poi paghi a rate, con comodissimi interessi del 23%!
7) piu' spendi con la carta di credito, piu' regali hai dopo... e non scherzo esiste, una vera classifica delle carte di credito americane in base a quanto ti danno in "premio", e si va da punti per le compagnie aere, per le catene alberghiere... ma anche soldi! io ho indietro, ogni mese dall'1% al 3% di quello che spendo, a seconda della categoria merceologica! Si avete capito bene! spendo 100 dollari dal fruttarolo, e la banca a fine mese me ne da 2 in regalo! Soldi veri! non buoni o sconti... Soldi!
8) ti costruisci il tuo credit score, "ma questa e' un'altra storia!"
9) alcune carte di credito sono proprio fashion! Disegni di fantasia, panorami, opere d'arte, simboli patriotti, per non parlare di quelle veramente cool... tutte nere, in alluminio! cool, esteticamente belle, solide e di peso! c'e' chi sceglie la carta per l'estetica!!! (per la serie, oggetti che non sapeva esistessero, ma che ora nonpuoi fare ameno di volere!)


Tutte queste ragioni sono piu che ottime a convincere tutti... e diciamo che personalmente trovo le 3), 4) e 7) piu' che sufficienti a convincere il mio lato di homo economicus... Viva la carta di credito!
... e io striscio!

P.S.: se venite negli USA, occhio ad usare la vostra Carta di credito (straniera), potreste esser fregati dal costo della commissione estera...

Friday, April 4, 2014

ma come ti vesti?! - 1

Non inizierò a parlare dello stile (o meglio dell'assoluto non stile) degli americani nel vestirsi.
Per quello mi devo preparare psicologicamente, e dopo un profondo ritiro spirituale potrò, forse serenamente, affrontare lo spinoso argomento, il cui solo pensiero mi fa contorcere le budella...

Quest'oggi voglio narrarvi di come gli americani, o quanto meno gli abitanti della Greater Washington Area, si vestono quotidianamente per affrontare le diverse situazioni della vita quotidiana e le avversita' del clima... diciamo che e' solo un primo assaggio...

Durante il giorno, quasi nulla da segnalare, tranne il continuo "ma come ti vesti?!" che frulla nella mia testa, legato alla suddetta "a-stilosita'" dell'a.g.m. (americano generico medio).
Un plauso (forse) alle scaltre ragazze/donne in carriera, che costrette a dover indossare eleganti tailleur (o simili) quando sono in ufficio (NdR circa il75% di chi transita per l'area metropolita lavora per enti governativi, o altre mega-ditte, legate al governo... o comunque...), affrontano il viaggio (in metro, in bus, in auto, a piedi) anziche' con le previste scarpe col tacco, in scarpe da ginnastica o in (Dio le maledica e peste colga al loro inventore) ballerine!!! Tutto sommato rende comodo il camminare, la' dove e quando il dress code non ti obbliga... ma ve le riuscireste mai ad immaginare donne in tailleur agirarsi per la Metro A con sotto le scarpe da ginnastica, o percorrere Via Nazionale o via cola di Rienzo in tal guisa? francamente ho sempre ritenuto fosse un comportamento vietato dalla legge, e sconosciuto alla mente umana...
Ingegnose, ma scandalose!!!


Di notte, il discorso cambia...

"Io ne ho viste cose che voi Romani non potreste immaginarvi. Ragazze in vestitino da sera (e senza giacchetto) passeggiare per DuPont Circle... e ho visto ragazzi in maniche di camicia (o peggio T-Shirt) affrontare U-Street. il tutto in pieno inverno... E tutti quei momenti, purtroppo NON, andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di scrivere..."

come avrete capito da questa parafrasi, gli americani, appena la temperatura esterna supera lo ZERO Celsius, si considerano fuori dell'inverno e si vestono (o meglio svestono), non curanti del reale freddo, il tutto solo per evitare di pagare $3.00 per il coat check (il deposito della giacca)! pero' non si esimono dello scialcquare 100$ in alcolici!
O forse sono modificamente geneticamente rispetto a noi italiani i non soffrono il freddo? oppure... e qui mi sbilancio, ma come diceva il buon Giulio, "a pensar male si compie peccato, ma a volte si indovina..." lasciare la giacca al guardaroba, vuol dire avere la matematica certezza di dimenticarla a fine serata, in quanto... ubriachi fradici!
Astuti come delle faine!!!

Lezione odierna: se affacciandovi dalla finestra vedete che la gente per strada e' vestita leggera, non vi fidate! NON VI FIDATE!

Tuesday, April 1, 2014

climatizazione e climatologia

Al fine di meglio lumeggiare ed introdurre futuri ulteriori argomenti è giunta l'or fatale di narrarvi  dell'insolito e grottesco rapporto che intercorre fra gli Yankee (non la squadra, ma tutta la nazione), il clima e la climatizzazione... un triangolo amoroso molto complesso (e non complicato... che sono due cose molto diverse...)

In inverno qui fa freddo, decisamente freddo, e io, che non son un freddoloso cronico, uso agghindarmi con diversi strati di vestiti, del tipo camicia, maglione, giaccone invernale/cappotto, sciarpa, guanti, pantaloni/jeans (ovviamente pesanti), calzini e scarpe adatte all'inverno.  Eccezion fatta per  giorni di impareggiabile freddo, stile "winter is not coming any more, winter is ALREADY here", ovvero quei giorni in cui i pinguini mi cedono il passo agli incroci,vestendo nel predetto modo, il freddo, è sconfitto e si può camminare per strada, stando ben attenti a non esporre incautamente parti del corpo per più di qualche secondo, pena perderne l'uso... a questa comoda "mise" da omino "Michelin" si contrappone un grave problema: nei locali e nei luoghi chiusi in genere, nella stagione invernale, vengono a svernare tutti gli animali del Serengeti e del Ruwenzori. Dentro gli uffici o i locali fanno circa 30-35° C e quindi, pertanto, pena morire disidratato o avere un attacco di rosolia fulminante, ti devi immediatamente spogliare...

In estate la situazione si inverte... persino gli animali della savana abbandano tempestivamente DC per trovare un più mite e secco clima ove sopravvivere, ma noi residenti, o almeno coloro che non posso aritirarsi nel fresco Maine, siamo chiamati a dove combattere con un caldo umido impareggiabile. Unica fonte di refrigerio e salvezza e' costituita da un generico luogo chiuso, ovviamente dotato di climatizzatore (tanto onnipresenti negli USA - anche all'aperto - da dover far rivedere il concetto di onnipresenza)... rifugiarsi si, ma non troppo a lungo. La temperatura media interna di codesti luoghi è tale che il cibo preferisce uscire dal frigorifero e "conservarsi" nella stanza, per sentirsi piu' al fresco... beh, forse è esagerato, ma diciamo che nei primi giorni mi sono trovato a sentir freddo ogni qual volta entravo in qualche posto chiuso, fosse anche la hall dell'albergo o il piano di un mall... sentire freddo, almeno fin tanto che un paio di sane birre non erano scese a ritemprare le mie stanche membra... insomma fuori sembra di essere in una giungla tropicale (luglio) o nella savana (agosto e settembre), mentre nei luoghi chiusi, perenne "ice age".

Il Clima in fondo non e' un problema! basta controllarlo con un climatizzatore!

Adesso capite perchè gli americani non hanno sottoscritto il protocollo di Kyoto (NdR: azioni per prevenire ilriscaldamento globale)?! Perche' preoccuparsi del riscaldamento globale e del clima se tanto lo puoi "governare"?

Quindi qual'è la lezione odierna?
In inverno fatevi bastare una camicia e un giaccone ultrapesantissimo, così basta togliere solo quello, e una volta al chiuso non suderete come dentro un bagno turco od una sauna finlandese
d'estate... state leggeri, e sperate che il locale sia molto affollato, cosicche  "l'effetto stalla" possa contrastare efficaciemente il climatizzatore a 15°C!!

P.S.: in inverno mi son trovato a dover non solo spegnere il riscldamento di casa, ma aprire le finestre per raffreddare un po' il locale, per contrastare il caldo dovuto all'eccesso di calore prodotto dagli appartamenti contigui!